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In queste ore in macerie il villaggio degli artisti e degli intellettuali ad Ardea
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Luogo: Blogs Cultura e società |
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| Inviato da: Cultura e società |
29/11/2009 19.15 |
E' con questi versi che inizia una disperata lettera appello giunta alla nostra redazione
"Non seppelliamo la memoria perchè fa parte della storia
in un ammasso di detriti per fare largo a nuovi siti
diamo a Luchino quello che è giusto perchè all'Italia ha dato lustro". E' con questi versi che inizia una disperata lettera appello giunta alla nostra redazione "Non seppelliamo la memoria perchè fa parte della storia in un ammasso di detriti per fare largo a nuovi siti diamo a Luchino quello che è giusto perchè all'Italia ha dato lustro". Le foto parlano da sé, lanciando un appello tramite le immagini ancora più accorato del testo ricevuto, che di seguito riassumiamo che denuncia quanto si sta compiendo in un'area significativa dal punto di vista culturale e naturalistico. In queste ore il Comune di Ardea sta procedendo nella distruzione dello storico villaggio degli artisti e degli intellettuali, dove sono passati tra gli altri Turcato, Manzù, Visconti, Busiri Vici, Orsini, Gismondi, Tatò e Giglia Tedesco. La demolizione sta avvenendo in fretta e furia senza concedere neanche i tempi del legittimo ricorso al TAR. Le ruspe impietose, nella fretta e furia inspiegabile di spazzare via un complesso che ha molto da raccontare e che ormai è "da sempre" parte dei luoghi come le foto d'epoca rappresentano, calpestano oltre che l'anima di quei luoghi e probabilmente anche i diritti di chi li abita anche l'ambiente e l'armonia: le dune di Tor San Lorenzo. E la lettera così procede... Ed è così che a due passi da Roma, si sta consumando un irreparabile danno alla cultura e all'ambiente. Il comune di Ardea ha preso la decisione di abbattere una piccola parte delle case che sono nel villaggio degli artisti sulle dune di Tor San Lorenzo con provvedimenti del 2001 che non erano stati mai messi in pratica e presumibilmente illegittimi perché non notificati agli interessati e perché poggiano su presupposti di una documentazione che è mancante. Infatti, scrivono, la distinzione tra le case da abbattere (una ventina) e quelle da salvare (più di 100) si basa su una arbitraria valutazione di chi risulta aver avuto la concessione da parte dell'autorità. Una delle case in procinto di essere abbattute, per fare un esempio, è quella dove sono passati -tra gli altri- Luchino Visconti e Valentino Orsini e in realtà aveva tanto di concessione della Capitaneria di Porto e pagava regolarmente i canoni demaniali. Con il passaggio delle competenze dalla capitaneria al Comune di Ardea, il Comune deve presumibilmente aver smarrito la documentazione facendo sì che le premesse per il non abbattimento della casa venissero a mancare. Gli attuali occupanti ci scrivono che hanno risposto sollecitamente ad una richiesta del Comune del 2006, con cui l'amministrazione dichiarava di voler regolarizzare tutte le situazioni, ma poi non ha fatto nulla affinché questo realmente avvenisse. Ma non ha risposto alle reitare richieste dei residenti e durante i numerosi incontri tenuti presso l'ufficio del demanio sulla reale situazione di alcune case del Villaggio degli Artisti non ha mai evidenziato che detta documentazione fosse "non disponibile". Poi, improvvisamente, gli occupanti ci scrivono che la scorsa settimana è iniziata l'illegittima azione di sgombero, illegittima perché ad alcune famiglie non è stata notificata e quelle che sono state avvisate si sono viste cacciare di casa prima del termine di tre giorni fissato dalle stesse autorità. L'anomalia nasce anche dal fatto che queste famiglie pagavano regolarmente gli oneri concessori, elemento che mostra pone una contraddizione tra gli atti. I residenti, sentendosi forti della ragione e della legge, hanno immediatamente chiesto l'intervento del Tar, ma nulla sono valsi gli appelli ad aspettare i pochissimi giorni che avrebbero permesso al tribunale regionale d'intervenire: i distruttori dovevano agire prima, immediatamente, anche venendo meno ai termini dei provvedimenti che essi stessi avevano emesso due giorni prima. Ogni appello ad attendere è stato ignorato dallo stesso sindaco di Ardea incontrando in comune i residenti. Certo è che la legge dovrebbe aver il tempo di fare il suo corso. Alcuni interrogativi sorgono spontanei. Perché un provvedimento fermo dal 2001, basato su un parziale corredo documentale, senza un reale confronto con gli occupanti che consentisse loro di rintracciare gli atti e dimostrare quindi la loro regolarità, di far valere le loro ragioni, deve essere attuato in un sol giorno? Perché non si può concedere a queste famiglie e soprattutto a quei luoghi il tempo di un ricorso al TAR? Perché sono stati incassati gli oneri concessori e non ci si è preoccupati di reperire la documentazione mancante? Perché proprio li, proprio ora e senza dar modo ai cittadini di esercitare il loro diritto di ricorso?
Così se le ruspe in queste ore non si dovessero fermare mentre il Tribunale decide sulla legittimità del provvedimento si procederà alla irreparabile distruzione delle dune e delle case. La demolizione è iniziata ma può essere ancora fermata. Ci auguriamo che i diritti se dovessero essere confermati dal TAR possano essere esercitati e non solo a beffa del day after.


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