Ischia: il 2° Salone internazionale del Benessere: la qualità di vita tra scienza e filosofia
di Pino Nazio
LE RICETTE DELLO STAR BENE A 'VIVERE IN' A ISCHIA
Il 2° Salone internazionale del Benessere:
la qualità di vita tra scienza e filosofia
di Pino Nazio
Ischia e’ una delle più suggestive isole del Belpaese, visitata ogni anno da milioni di turisti che amano la
ricchezza dei paesaggi e la qualità dell’offerta termale. A fine settembre l’isola diventa anche il teatro che ospita il Salone internazione del benessere, giunto alla seconda edizione, un’occasione per mettere a confronto operatori e istituzioni, esperti e aziende. Nel corso della premiazione finale della rassegna “Viverein…Benessere” abbiamo incontrato il presidente della commissione Bilancio della regione Campania, Nicola Marrazzo, con cui abbiamo fatto il punto sulla rassegna ischitana.
- Oggi si chiude questa edizione del Salone, possiamo già tracciare un bilancio?
- Rispetto allo scorso anno abbiamo fatto un significativo passo in avanti, ma, come un bambino che cresce che ha bisogno di continue attenzioni, noi dobbiamo mantenere alta la concentrazione per arrivare agli obiettivi della manifestazione.
- Può sintetizzarceli?
- In questi anni Ischia ha cambiato la struttura del turismo, l’intuizione di Rizzoli è durata 30 anni , poi c’è stato il boom del turismo terapeutico, adesso bisogna reinventare un modello turistico adatto ai tempi in cui viviamo. Oggi il wellness è in grado di attrarre masse di turisti e Ischia può di garantire un miglioramento della qualità della vita. Partiamo dalla patologia più diffusa ai giorni nostri, lo stress, questa isola offre una risposta di qualità a questo disagio tanto diffuso.
- In che modo?
- Io, da antico frequentatore di queste parti, ho una casa sull’isola da oltre 20 anni, sostengo che a Ischia ogni ora dura 90 minuti e non 60, perché si recuperano ritmi di vita più umani, meno ansiosi, a contatto con la natura. Basta passeggiare in mezzo a queste bellezze o immergersi nelle terme con le decine di trattamenti che vengono praticati per scoprirlo. Non è un caso che Ibsen venisse qui o che Garibaldi vi abbia soggiornato di ritorno dall’Aspromonte.
- Ma la concorrenza di altre località turistiche è agguerrita…
- Certo, e per attirare nuovi fasce di persone, dall’Italia e dall’estero, c’è bisogno di una grande attenzione da parte dei media. Purtroppo noi paghiamo un prezzo alto, a causa del fatto che tutti i disagi che si registrano in Campania diventano disastri.
- Cosa cercherete di comunicare per ribaltare questa visione catatrofista della situazione?
- Innanzitutto sottolineare la bellezza dei luoghi, a cominciare dalle ricchezze storico-archeologiche. La Campania, da sola, possiede il 50% del patrimonio artistico italiano che, a sua volta, è la metà di quello mondiale: un quarto dell’arte del mondo è concentrata in questa regione. Poi fare del “benessere” la punta di diamante della nostra offerta: un campo dove non temiamo confronti, in qualunque parte del mondo.
- Per l’edizione 2010 del Salone che si preannuncia?
- Stiamo pensando a un potenziamento della parte scientifica della rassegna –già molto qualificata- concentrandoci ancora di più sulle tematiche riguardanti l’alimentazione, gli stili di vita, la medicina alternativa. Poi dovremmo sicuramente dedicarci a individuare una location più adatta a una manifestazione di queste dimensioni, soprattutto per quanto riguarda le aree al coperto, anche se in questi giorni il tempo è stato buono. Il problema delle strutture è molto complesso e riguarda la creazione di un polo fieristico in grado di attrarre risorse pubbliche.